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Fino a pochi anni fa, i Pda sembravano spacciati. «Non servono a nulla, gli manca una killer application», si diceva. Sorpresa, ora ce ne sono addirittura due: la posta Push e la televisione mobile. E chissà cosa ci riserverà il futuro. I palmari stanno cambiando pelle. Specialmente se si pensa che pochi anni fa erano dati per spacciati. A salvarli dall’oblio ci hanno pensato le reti senza fili. Gprs, Umts, Bluetooth, Wi-Fi, satellite Gps li hanno tolti all’autismo che li stava soffocando, dando loro un nuovo senso e una nuova funzione. Non sono più appendice mobile del computer ma comunicatori personali autonomi, perfettamente in grado di essere utili senza bisogno di computer, capaci di telefonare, di connettersi al resto dell’elettronica di casa e dell’ufficio, di farci trovare la strada sotto l’occhio vigile del satellite e di ricevere la posta in tempo reale, nel momento stesso in cui qualcuno ci manda un messaggio grazie alla tecnologia Push. La posta è stata forse la prima killer application dei palmari, ma è incalzata da vicino da un fenomeno che sta covando sotto la cenere e ancora non ha mostrato le sue potenzialità: i contenuti multimediali da passeggio, dalla musica al cinema passando per la ricezione di programmi televisivi in diretta, settore in cui si sta preparando un epocale cambiamento di scenario, con la discesa in campo dei big. L’email per quando ci sentiamo “professional”, film e Tv per il tempo libero: già in questo dualismo emerge con chiarezza la doppia faccia dei Pda, oggetti proteiformi che ci accompagnano in tutte le ore della giornata, un po’ strumenti di lavoro e un po’ giocattoli. Col tempo, si sono lasciati alle spalle i problemi che li affliggevano. La scarsa autonomia è stata in parte superata grazie alle batterie al litio, pesi e ingombri sono diminuiti, gli schermi cavaocchi in bianco e nero sono diventati gioiellini a colori e i sistemi operativi ora sono degni di un computer e non di una calcolatrice tascabile com’erano agli esordi. Forse è venuto il momento di conoscerli un po’ più da vicino. Prima il dovere... L’email Push è da sempre il cavallo di battaglia di Blackberry, palmare che nasce nel 1999 come apparecchio dedicato solo alla posta per poi evolversi negli anni al ruolo multifunzione proprio dei Pda moderni. Agli inizi, complice anche la povertà francescana dei primissimi modelli, orribili a vedersi e faticosi da usare (ora per fortuna è tutta un’altra cosa), la posta Push attirava solo uno sparuto drappello di “workalcholic”, i drogati di lavoro che non potevano concepire di staccarsi neanche un minuto dall’incessante flusso quotidiano di messaggi. Super-tech e super impegnati, ma (per fortuna) troppo pochi perché l’industria li considerasse per davvero un’opportunità, anche se svolsero bene il compito di apripista e permisero a Blackberry di sopravvivere e mettere le radici. Ora le cose sono cambiate, la posta in tempo reale attrae molte più persone che magari ne fanno un uso un po’ meno bulimico e Radicati Group stima che i dieci milioni di utenti di posta da passeggio che oggi ci sono nel mondo diventeranno 100 milioni nel 2009. La crescita toccherà specialmente l’Europa, aggiungono i ricercatori di Canalys, dove la posta mobile è una rarità; solo il 2% degli utenti Push risiede nel vecchio continente, dunque il bacino di potenziali clienti è sterminato. Così un po’ tutti ci si buttano. A cominciare da Palm, che finalmente porta anche al di qua dell’oceano il Treo 750v. Nato in collaborazione con Vodafone, è uno dei rari palmari Umts sul mercato. Il sistema operativo è Windows Mobile, e non lo storico sistema operativo Palm Os. Che è di per sé dignitosissimo ma non riesce più a tenere il passo con l’esperienza e la diffusione di Microsoft, che gira su oltre cento modelli diversi di terminali costruiti da 47 produttori e distribuiti da 115 operatori mobili. Senza contare che è sulla piattaforma Microsoft che si sviluppano i principali sistemi di Push email dal lato server: tra gli ultimi nati, Cortado di ThinPrint, che gestisce i messaggi in entrata e uscita a un canone di 4,98 euro al mese, mentre RoadSync di DataViz completa i servizi Push di Microsoft Ex-change. Rim, l’azienda che produce il Blackberry, per mantenere la leadership pone l’accento sulla sicurezza e la riservatezza della propria soluzione Push, facendo notare che è l’unica utilizzata dai servizi segreti britannici. Ma Rim sa bene che la posta non è tutto, anche se è ciò che l’ha resa grande. E per sedurre gli europei lancia Pearl, che oltre all’email ha notevoli capacità multimediali con tanto di telecamera. Rim mostra di aver colto perfettamente il cambiamento di abitudini della gente: «Stiamo entrando decisamente nel segmento consumer», dice il presidente di Rim. «La posta Push non è questione di lavorare di più, è un fatto di stili di vita. I consumatori vogliono qualcosa da usare nella loro vita sociale. Non necessariamente il vecchio Blackberry». ...e poi il piacere Se addirittura il vecchio Blackberry è sempre meno black e più colorato, che possiamo aspettarci dal nostro Pda quando si scatena la sua anima multimediale? Televisione, innanzitutto. Negli Stati Uniti «la Tv mobile è il servizio dati senza fili ad espansione più rapida, ha il potenziale per diventare la nuova forma di media dal tempo dell’avvento di Internet», dichiara il direttore dell’istituto di analisi Telephia, Tamara Gaffney. I numeri parlano chiaro: oltreoceano gli abbonati alla Tv da taschino sono 3,7 milioni, il 45% in più rispetto al primo trimestre dell’anno. Un successo inaspettato, che addirittura potrebbe modificare il modo in cui si fanno i film, in maniera da renderli godibili su qualsiasi media, dai maxischermi del cinema ai francobolli dei telefonini. Non a caso il regista Oliver Stone nel suo ultimo film si è fatto approvare la sceneggiatura, inquadratura per inquadratura, da Steve Jobs. Perché la Tv mobile sia possibile, è necessario che il Pda abbia una rete veloce, anzi, velocissima: Umts, molto meglio Hsdpa. Non sorprende che a tirare la volata siano i produttori di telefonini. Prevedendo che entro il 2010 si venderanno oltre 50 milioni di terminali Dvb-h (lo standard per la televisione mobile), Nokia e Motorola uniscono le forze, alla ricerca della massima interoperabilità. Collaborare tra due ex rivali è anche un modo per tirare la volata ai produttori orientali, Lg e Samsung in testa, che hanno invaso anche il mercato italiano grazie a proficue intese commerciali con gli operatori di telefonia mobile. Che dal canto loro mungono la vacca dello sport: 3 Italia ha presentato i palinsesti mobili, dove a farla da padrona è il calcio, gratis fino al 2007 per chi acquista il videofonino entro il 15 ottobre, con le partite delle grandi squadre di serie A (sì, c’è anche la Juve, anche se come sappiamo è in B). Invece gli abbonati a Tim dovranno pagare 5 euro al mese per godersi il calcio. Fonte: Week.it [Leggi l'articolo completo]
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